La vita di Maurizio Poggiali

La nostra scuola primaria è dedicata a Maurizio Poggiali

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(Roma, 19 febbraio 1965 – Cori, 8 agosto 1997)
ufficiale dell’Aeronautica Militare e poeta

"Un giovane caduto nell'adempimento del proprio dovere,
dopo una vita breve ma intensa, improntata a valori etici
che possono costituire modello per le giovani generazioni".
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Fin da adolescente, campione  giovanile con l’A.S. Roma nuoto, Maurizio Poggiali dimostra grande interesse, oltre che per lo sport, per il mondo culturale e scientifico. Si impegna personalmente  per la creazione di un organismo giovanile europeistico ed attraverso i suoi elaborati e la partecipazione a varie conferenze ed incontri, espone la necessità della collaborazione tra le varie Nazioni, nel settore scientifico-tecnologico, con il fine ultimo di aiutare il processo dell’integrazione europea. Nel 1985 e 1986, tra migliaia di partecipanti, risulta vincitore del concorso internazionale “I giovani incontrano l’Europa” indetto dalla Rai.  Il candidato doveva indicare, tra i vari pregiudizi esistenti nei Paesi della Comunità, quello di maggior ostacolo all’unificazione europea e quale iniziativa suggerisse per rimuoverlo.  Maurizio scrive: “Abbiamo tanti problemi in casa nostra!” Questo è il pregiudizio più pericoloso e di maggior ostacolo all’unificazione europea. E in questo senso vanno indirizzati gli sforzi maggiori: essere insieme, uniti, non significa consolarsi a vicenda nel pianto della rassegnazione ma, al contrario, aiuto reciproco e volontà raddoppiata di venire a capo dei problemi più tormentosi. E’ necessaria una maggiore, migliore, capillare e intelligente informazione per un maggior “credo” in una dimensione europea, in un futuro comunitario più sereno per tutti: è ripetitivo ma importante sottolineare che le attenzioni vanno rivolte ai giovani, perché se questi oggi non avvertono l’esigenza, la ne-ces-si-tà di un’ Europa Unita, tale non sarà domani e se non arrivano a comprendere che il bilancio “USE” sarebbe sicuramente più che positivo per “l’uomo europeo”, anche loro con buona probabilità, avendo un animo e una mente, continueranno come “uomini della Terra” a tremare seppur inconsciamente nella triste prospettiva della fine di tutto”.

L’anno successivo i concorrenti erano tenuti a condensare in un testo di massimo venti parole come immaginavano - o come avrebbero voluto - l’unità europea.   Maurizio compone così: “Verranno i giorni delle notti di luce. La luce di più di dodici stelle. I giorni dell’Europa unita”.

In una lettera del 1986, indirizzata alla poetessa Maria Luisa Spaziani, durante il primo anno d’Accademia Aeronautica,  già si intravedono  i tratti di una singolare figura di aviatore-poeta che, come Antoine Saint-Exupery - al cui mito è stato avvicinato - ama la poesia, la letteratura e la scrittura: “Ci può essere qualcosa di più bello dell’attività creativa e letteraria in particolare? Mettersi lì, davanti alla carta bianca, candida, a scrivere e aggiustare e togliere e riscrivere, lei sa quanto appaghi. Devo confessarle, d’altro canto, che la consapevolezza di svolgere, ad alto livello, un compito di difesa al servizio del proprio Paese, di essere tra coloro che garantiscono, salvaguardandola, la libera quotidianità ai propri cari e alla nazione intera in un certo senso rende orgoglioso chi sente la “bellezza” di offrire qualcosa agli altri. Inoltre, le cosiddette “virtù militari” quali il coraggio, la lealtà, lo spirito di sacrificio, l’onore, continuamente predicate in Accademia, riescono qualche volta a suscitare brividi davvero nobili”.

Risulta primo  tra i navigatori al termine del corso Falco IV° dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (1986-1990). Il suo iter formativo lo porta a stretto contatto con la realtà militare internazionale: presso la Midwestern State University di Wichita Falls (Texas); la base aerea dell’Air Force di Mather (California) e la Scuola Trinazionale per velivoli Tornado presso la Royal Air Force di Cottesmore (Gran Bretagna) dove, superando impegnativi test  e qualificandosi sempre tra i primi in competizione con colleghi di altre nazionalità, diviene un esperto navigatore di Tornado:  il jet supersonico, raffigurato nel francobollo, è un velivolo tra i più complessi in dotazione all’Aeronautica Militare e del quale il capitano Maurizio Poggiali era uno specialista.

Ufficiale  stimato ed orgoglioso di indossare l’uniforme azzurra,  trascorre gli anni tra il 1991 ed il 1994 presso il 154° gruppo di Ghedi (Brescia) tra i famosi “Diavoli rossi” ; periodo che considera: “tra i più belli della mia vita”.

Nel 1995 viene selezionato per il  reparto d’elite dell’A.M.: il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare dove ricopre incarichi di responsabilità e di comando.

Dal 1995 al 1996 frequenta, con straordinario profitto, il 28° corso “Aerosystem” presso la base  della RAF a Cranwell, meritandosi il plauso e l’apprezzamento di tutto lo Staff del College  e conseguendo la qualifica di  “Collaudatore di sistemi avionici”. (Il superamento del corso presso la RAF di Cranwell è considerato equivalente almeno ad un “Bachelor’s Degree in Science or Engineering” del sistema universitario inglese).

A seguito  dell’ottenimento di  ulteriori qualifiche, brevetti e prestigiosi riconoscimenti internazionali che fanno onore al nostro Paese, viene nominato, dal Ministero della Difesa, “Istruttore Sperimentatore di sistemi avionici” e “Capo sezione Navigazione” servizio prove di volo del 311° gruppo. Dopo  aver frequentato la Ground School del velivolo Tornado Adv presso la base RAF di Coningsby (Gran Bretagna), il  9 aprile 1997, da Gioia del Colle, fa parte del primo equipaggio italiano ad effettuare rifornimento in volo con il Tornado Adv. Il 6 maggio 1997, come navigatore, effettua voli con il Tornado F3, durante i quali egli mette a punto le procedure che sono impiegate dai piloti dei reparti operativi.

Laureando in “Ingegneria Aerospaziale” all’Università Federico II° di Napoli, membro del Nato  Advisory Group for Aeronautical Research and Development (AGARD), nel mese di giugno del 1997 partecipa, come rappresentante dell’A.M. italiana, al Salone Aeronautico Internazionale di Le Bourget (Parigi) ed è intervistato, per la Rai, ad illustrare l’avionica del velivolo MB339 CD, a cui stava riversando il suo impegno.

Egli aveva accumulato circa 1000 ore di volo su più di 15 differenti tipi di aeroplani ed elicotteri, quali: Tornado GR1, Tornado ADV, Tornado ECR, Tornado F3, AMX-T, Aermacchi MB339-A, MB339-FD, MB339-CD, T-33, Piaggio P180, NH500 e AB212.

Il francobollo emesso  da Poste Italiane, nel decennale della morte avvenuta l’8 agosto 1997, a trentadue anni, nell’incidente aereo di Monte Lupone (Cori-Latina) provocato da imperizia altrui, sottolinea, attraverso il suo esempio, quanto sia importante nella vita di ogni individuo, mettere a servizio della collettività valori quali l’onestà, il coraggio, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio: virtù che Maurizio Poggiali possedeva e che ha saputo esprimere nel suo percorso umano e professionale. La vita di uno studioso di Ingegneria Aerospaziale all’Università  Federico II di Napoli con l’obiettivo di partecipare alle selezioni per astronauta; la vita di un  simpatico “esploratore” dal sorriso contagioso ed ottimista e, al tempo stesso, la vita esemplare di un cittadino del mondo, altruista e partecipe ai problemi  del prossimo.

Una nobile esistenza nella quale echeggia, come in quella di un giovane eroe moderno, il monito di Kant: “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”. La legge morale lo ha fatto librare verso il sogno dello spazio e delle stelle e lo ha stimolato “ad amare le cose difficili se necessarie alla libertà”, contrastando ogni iniquità. Questo suo anelito di trasformare in meglio la società  - in cui “l’essere” deve sovrastare “l’avere” - e, parimenti,  “la bellezza di offrire qualcosa agli altri”, li manifestava con azioni, propositi, scritti  espressi con forza d’animo, perizia ed intelligenza, unite sempre a  stile e misura.

Walter Veltroni, da Sindaco di Roma,  durante l’inaugurazione del “Largo Maurizio Poggiali” così lo ricorda:”Un ragazzo di trentadue anni, caduto mentre faceva il proprio dovere; una persona che aveva stabilito un sottile filo di coerenza fra il dovere di pilota e la sua passione letteraria e civile. Se c’e’ qualcuno a cui credo sia giusto che la città renda omaggio, queste sono esattamente le persone come Maurizio Poggiali. Abbiamo voluto dedicare questa strada alla memoria di Maurizio con l’obiettivo preciso di dare il segno di una presenza che continua: così è per i bambini della scuola elementare che già porta il nome di Maurizio Poggiali e così sarà per i cittadini di questo quartiere, orgogliosi di uno slargo di Roma che porta il nome di un ragazzo italiano che, come Antoine Saint Exupery, - l’autore del “Piccolo principe”, anche lui pilota e scrittore -, coltivava la poesia, la vita, che amava volare e che ha terminato la propria esistenza facendo il suo dovere”.

Il dr. Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,  nel 2009, scrive che “l’esempio ed i valori di Maurizio rivestono per tutti noi un significato particolare perché sono e saranno sempre perpetuati nella memoria, ed alimentati dalle idee e dalle forte spinta morale ed etica che, pur giovanissimo, Maurizio ha sempre dimostrato di voler porre alla base della Sua Missione di Uomo d'Armi e di Scienza".

E se è vero, come riporta la poetessa Maria Luisa Spaziani, nella prefazione al libro di poesie di Maurizio Poggiali  “Lune d’inverno” che: “la vita è come un elastico, che rimane lo stesso, teso o rilasciato che sia, e che la qualità conta, non la quantità: la quantità è soltanto visibile per chi resta, per chi non può entrare negli alti disegni del Creatore”, è altrettanto vero che la qualità dei “grandi” è di superare il tempo e divenire storia.

Grazie anche a questo francobollo, gli ideali di Maurizio Poggiali rimarranno sempre dei luminosi punti di riferimento per tracciare la “rotta” alle nuove generazioni di aviatori e di cittadini.

Per info: www.mauriziopoggiali.it

Nel 2009 la NASA ha intitolato l'asteroide 1998 - DH20
a Maurizio Poggiali

Alle stelle
(Poesia di Maurizio Poggiali)

Stelle, silenziose
e belle. In più di
mille apparite sopra
di me, scintillanti nella notte calda.
E i miei occhi vi
parlano. E nel mio animo,
è pace.